BALLETTO DI SPOLETO, CHIUDE IL PRIMO ANNO DI SUCCESSI

Pubblicato il da italiacenter

Balletto - sette coreografi - Marco Schiavoni Caterina Gent

Con la fine del 2011 si chiude anche il primo anno di attività del nuovo Balletto di Spoleto sotto la direzione di Marco Schiavoni e Caterina Genta.

Dopo il recente successo del "Bolero del drago rosso", performance danzata con  arpa cinese, andato in scena a Spoleto ad ottobre e poi a novembre per due settimane a Roma al Teatro  Furio Camillo, insieme alla compagnia Aton di Dino Verga che presentava lo  spettacolo "Fratelli d'Italia" con il live sound set di Marco Schiavoni, il  Balletto di Spoleto ha  concluso la stagione con gli ultimi eventi di dicembre presentando il proprio  lavoro in un interessante scambio con il pubblico a Milano, al DID Studio di  Ariella Vidach, in occasione del Nao Performing Festival, a S. Giustino in  provincia di Perugia, presso il Museo del Tabacco, per la rassegna "Impronte di  danza" organizzata da Oplas, Centro Regionale della Danza Umbria in  collaborazione con la Provincia di Perugia e infine a Vejano, in provincia di  Viterbo, all'interno della Stagione Teatrale del Comune, organizzata  dall'Officina Culturale della Tuscia con il sostegno della Regione Lazio.

Il  Balletto di Spoleto, con la direzione di Marco Schiavoni e Caterina Genta, si  configura sempre più come una compagnia orientata principalmente verso le arti  visive e performative e basata sull'esperienza e professionalità consolidata  dei due artisti, la Genta danzatrice e performer che integra la propria  formazione alla scuola tedesca di Pina Bausch con le suggestioni nate  dall'incontro con il Buto, e Schiavoni, compositore, polistrumentista e  videografo, da più di trent'anni sulla scena italiana.

"Abbiamo ereditato il nome Balletto di Spoleto, e ci piace mantenerlo – spiega Marco Schiavoni -  anche se nelle prossime produzioni aggiungeremo al  titolo, che può risultare fuorviante per alcuni, i nostri  nomi e l'appellativo chiarificante Visual Performing Arts: per noi infatti non esiste  un contrasto tra danza classica, danza contemporanea, teatro, arti visive. Una  delle più interessanti caratteristiche dell'arte contemporanea è proprio questa  apertura alle contaminazioni. L'abbiamo dimostrato con lo spettacolo "Sette  coreografi" in cui gli autori, tutti diversi tra loro, hanno lavorato con noi  creando autonomamente sette pièce unite poi in un unico spettacolo”.

L’obiettivo per il futuro è dunque quello di continuare a lavorare per alzare il livello culturale del  Paese risvegliando il desiderio e la capacità  di percepire una bellezza autentica, non costruita, non esteriore, più vicina  all'essenza della vita che ai bisogni indotti di questo mondo basato sul  profitto e sul denaro: “Stiamo tutti constatando con la crisi economica, – prosegue Marco Schiavoni -  quanto  questo modello si stia rivelando perdente e inefficace per garantire felicità e  benessere. Il ruolo degli artisti in questo momento storico è cruciale”. Per il 2012 i due artisti stanno già lavorando ad un nuovo interessante progetto: "Gaia", una nuova produzione  legata a tematiche relative al rispetto e alla salvaguardia dell'ambiente e ad  un ambizioso programma a lungo termine di alta formazione professionale in arti  visive e performative rivolto ai giovani e giovanissimi della regione ma con un  respiro nazionale ed internazionale.

 

 

 

 

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