Libia, Provincia di Perugia: «Pronti ad accogliere i profughi ma non nelle ville storiche»
La Provincia di Perugia è pronta ad accogliere eventuali profughi dai paesi nordafricani qualora il governo lo chiedesse, ma per fortuna mette dei paletti rispetto all’utilizzo di luoghi di interesse storico artistico come Villa Fidelia a Spello, Villa Redenta a Spoleto o Isola Polvese. Lo afferma il vicepresidente, Aviano Rossi, che nei giorni scorsi ha partecipato a un summit sul tema nella Prefettura di Perugia. “Qualora il governo del paese voglia finanziare ed attribuire al nostro territorio compiti di accoglienza dei profughi libici e tunisini – spiega Rossi - la Provincia non si tirerà indietro”. Detto questo, però, per Rossi “resterà l’impossibilità di sottrarre alla comunità le strutture che, a diverso titolo, proprio per impegno dell’ente stanno tornando ad essere patrimonio concretamente fruibile, come Villa Fidelia a Spello per le iniziative a carattere culturale, Villa Redenta a Spoleto per quelle relative alla Formazione, l’Isola Polvese per quelle a carattere turistico”. Senza contare che un progetto di ospitalità vede nella logistica il problema minore: “Considerando i problemi degli alimenti, del vestiario, della convivenza, dell’impatto con la comunità locale e della contenzione nei casi previsti dalla legge, le componenti – conclude Rossi – che gli enti locali non possono certo affrontare da soli».
Villa Redenta a Spoleto è un gioiello dell'architettura umbra che occupa il luogo dove, nel 1603, sorgeva il Perpulchrum Palatium dei Martorelli, una delle più antiche famiglie spoletine. L’edificio deve il suo nome ad una serie di passaggi di proprietà, in particolare a quando nell’Ottocento i “Casini” passarono in mano a Francesco Marignoli, che li rivendette a papa Leone XII solo un anno dopo, per poi ritornare alla famiglia Marignoli e meritarsi così il nuovo appellativo di villa “redenta”. Il complesso si trova lungo il diverticulum pedemontano che collega l’antica via Flaminia Minor alla città. È l’ubicazione in un’area sensibilmente trasformata dall’espansione urbanistica dal secondo dopoguerra in avanti a far emergere oggi la Redenta quale uno dei più notevoli esempi di villa suburbana, immersa, tra l’altro, in uno splendido parco (attualmente pubblico) attraverso cui raggiungere piacevolmente e facilmente in passeggiata il centro storico e i principali monumenti della città.