Alluvioni, morti e smottamenti. WWF: “Colpa della mala gestione italiana di fiumi e versanti”.

Pubblicato il da italiacenter

Dopo un giorno di ricerche è stato ritrovato dai sommozzatori dei vigili del fuoco il corpo di Valentina Alleri, la ragazza di 20 anni travolta nelle Marche dalla piena del fiume Ete Morto, a Casette d'Ete. Il cadavere era a poca distanza dal punto in cui era stato recuperato quello del patrigno, Giuseppe Santacroce.

Le intense piogge di questi giorni, che hanno provocato morti, crolli e smottamenti anche a Roma, «non bastano però a giustificare il continuo stato di calamità naturale in cui si trova il territorio italiano; la causa principale del diffuso dissesto idrogeologico è, infatti, ancora la quotidiana malagestione dei fiumi e dei versanti». È quanto afferma il Wwf secondo cui «il problema va affrontato alla radice ridando forza alla pianificazione e prevenzione sul territorio, superando la logica 'emergenziale’ dei finanziamenti a ‘pioggia’ che si sono rivelati solo controproducenti».

Per questo il Wwf ritiene «prioritario»: 1) Istituire le Autorità di distretto, come previsto dalle direttive europee (dir 2000/60/CE «Acque», 2007/60/CE «Rischio alluvionale»), conferendo loro un ruolo vincolante per il coordinamento delle misure e degli interventi di difesa del suolo e di qualità delle acque a livello di bacino idrografico, in un'ottica di reale 'federalismo territoriale; 2) Rivedere il 'Piano strategico idrologico previsto dal ministero Dell'Ambiente e della Tutela del mare e del territorio integrandolo con azioni diffuse di rinaturazione sul territorio -come sta avvenendo nei pi— grandi bacini europei come la Loira, il Reno, il Danubio - basata sul recupero della capacità di ritenzione delle acque in montagna e sul recupero delle aree di esondazione naturale in pianura; 3) Ripristinare i finanziamenti ordinari per la difesa del suolo drasticamente tagliati anche nell'ultima finanziaria; 4) Garantire l'interdisciplinarietà nella progettazione delle misure e degli interventi di difesa del suolo: la sola ingegneria idraulica, infatti, è totalmente insufficiente ed è necessario progettare anche con competenze di idrogeologia, ecologia, scienze forestali, pianificazione; 5) Avviare una efficace politica di riduzione del «consumo del suolo», ormai non più sopportabile e che, nel caso delle alluvioni e frane, sta decisamente contribuendo all'aumento del rischio sul nostro territorio.

Nelle Marche, in particolare, sul fiume Esino all'interno della Riserva Naturale oasi Wwf Ripa Bianca, l'associazione ambientalista ha avviato un progetto per prevedere l'esondazione controllata di terreni agricoli limitrofi all'alveo fluviale. Mentre sul fiume Ete, il Wwf ha recentemente presentato un Progetto di mitigazione del rischio idraulico per restituire alla dinamica fluviale la piana inondabile per aumentare la sicurezza idraulica, favorire la ricarica delle falde idriche; proporre l'eventuale impianto di nuove colture agricole che possano resistere alle temporanee sommersioni, ripristinare habitat naturali.

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B
<br /> sono un grande fan di questo sito siete grandiiii!! uu<br /> <br /> <br />
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I
<br /> <br /> Grazie.<br /> <br /> <br /> <br />