Libia (2): «La tregua di Gheddafi non va presa sul serio»
La tregua annunciata oggi dal regime di Gheddafi dopo la risoluzione dell'Onu favorevole ad un intervento militare in Libia, «non va assolutamente presa sul serio. È solo un tentativo del colonnello di guadagnare tempo. Da parte sua, la comunità internazionale ha perso la pazienza e vuole che Gheddafi parta. Ora bisogna andare fino in fondo con i raid aerei. Simbolicamente bisognerebbe intervenire il più presto possibile». È il parere di Dominique Moisi, esperto di Medio Oriente e consigliere dell'IFRI, l'Istituto francese di relazioni internazionali. In un'intervista con l'ANSA, Moisi afferma che «non bisogna perdere tempo, bisogna armare i rivoluzionari di Bengasi e rendere inutilizzabile l'aviazione di Gheddafi». Il voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con il sì alla no fly zone e a raid aerei sulla Libia, ha scatenato festeggiamenti nelle strade di Bengasi. Gli eventi delle ultime ore, con il via libera dell'Onu strappato dalla Francia e dalla Gran Bretagna dopo giorni di esitazioni, segnano secondo l'esperto «un'incontestabile rivincita» per il presidente Nicolas Sarkozy, anche se diversi Paesi, tra cui la Germania, continuano a mostrarsi scettici o ad opporsi ad un intervento armato contro le forze di Gheddafi. «Se Gheddafi - sottolinea Moisi - sarà obbligato a lasciare il potere nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, questo sarà percepito sia in Francia che all'estero come un successo di Sarkozy». La cui popolarità è invece da tempo al minimo.