UMBRIA, FALCO PELLEGRINO FERITO: NON POTRA' PIU' VOLARE

Pubblicato il da italiacenter

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Un Falco Pellegrino in meno solcherà i cieli dell'Umbria. 

"Nel pomeriggio del 22 dicembre - spiegano infatti i responsabili di Italia Nostra e Legambiente -  la Dottoressa Maria Teresa Ferretti, veterinaria dell’ASL 3, è stata allertata dal signor Ireno Carnevali di Maceratola (Foligno) sulla presenza di un uccello selvatico in difficoltà nei pressi della sua abitazione. Giunta sul luogo la veterinaria ha recuperato, dalle mani del primo soccorritore, un bel rapace diurno in buone condizioni generali ma che presentava l’ala sinistra letteralmente stroncata. La ferita era ancora sanguinante ed il moncone impediva all’animale di volare; l’uccello, tuttavia, non mostrava alcuna aggressività nei confronti dei suoi soccorritori". Preso atto della situazione, la Dottoressa Ferretti ha riparato l’animale ferito in un trasportino ed ha raggiunto Bernardino Ragni, zoologo dell’Università di Perugia, per verificare assieme la specie d’appartenenza, le condizioni e la destinazione del rapace così gravemente mutilato.

"Il Prof. Ragni - continuano gli ambientalisti - ha confermato i sospetti della veterinaria dell’ASL: si trattava, purtroppo, di una splendida femmina giovane di falco pellegrino (Falco peregrinus) alla quale, poche ore prima, la fucilata di un cacciatore aveva strappato di netto un’ala. Il pellegrino è un eccezionale, abilissimo  volatore, capace di raggiungere e superare la velocità di 200 chilometri orari, raro e minacciato di estinzione tanto che sarebbe, del tutto teoricamente, protetto da normative comunitarie e nazionali.

La sfortuna di questa padrona dell’aria è stata quella di aver incontrato un cacciatore umbro che, in tutta evidenza, non è minimamente preoccupato dalla sua rarità e vulnerabilità, è colpevolmente disonesto o ignorante da non rispettare le leggi di protezione faunistica, è adeguatamente insensibile e rozzo da non rimanere ammirato e affascinato da un tale spettacolo della Natura.

La falchessa non potrà più volare ed è condannata a trascorrere la sua esistenza in una voliera. La Dottoressa Ferretti si prenderà cura di lei per i prossimi giorni, quindi il nobile e sfortunato animale verrà affidato ad un centro regionale per il recupero della fauna selvatica.

Intanto, alla vigilia del 2013, centinaia di cacciatori, come l’eroe di questo misfatto, continueranno ancora  in tutta l’Umbria a sparare indisturbati a specie protette, rare e vulnerabili".

 

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